6 Motivi Per Cui Non Puoi Non Visitare La Sicilia

Quando inizia un nuovo anno iniziamo a pensare a tutto quello che vorremmo realizzare in quell’anno. Scrivendo la nostra lista dei desideri (bucket list) non dobbiamo dimenticare i viaggi.

La Sicilia è sicuramente un’isola da visitare, è un posto magico, da cui sono passate tante civiltà che l’hanno arricchita con i loro tesori, rendendola un crogiolo di tradizioni.

1: La Natura Incontaminata

In Sicilia è possibile visitare dei luoghi in cui la natura si mostra ancora incontaminata, con i suoi aspetti più selvaggi e i suoi paesaggi ameni.

Tanti i viaggiatori che vedendola ne rimangono affascinati per sempre. Tra i più noti Goethe che la visitò nel 1787 e che la descrisse nel suo libro “Viaggio in Italia”, con queste parole: “l’Italia senza la Sicilia non lascia immagine alcuna nello spirito. Qui è la chiave di ogni cosa.”

2: La Cucina

Naturalmente chiunque visiti la Sicilia non può restare indifferente alla sua cucina, assaggiando un cannolo o una fetta di cassata si assapora un pezzo di Sicilia (a piece of Sicily). Anche la cucina, ricca di sapori antichi e genuini, ci permette di conoscere i luoghi.

Ogni paese della Sicilia declina in modo diverso una ricetta arricchendola e caratterizzandola, facendola veramente sua. Ecco perché viaggiando attraverso la Sicilia e passando per tutti i suoi paesini si scopre veramente l’essenza della Sicilia.

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3: I Luoghi

Quando si decide di visitare la Sicilia occorre “scegliere” cosa vedere e da che parte dell’isola iniziare. Questa è decisamente la parte più difficile, perché la Sicilia è tutta da vedere!

Dobbiamo decidere quali città visitare e comprendere quale aspetto della poliedricità dell’isola vogliamo cogliere, così che quel pezzo di Sicilia (a piece of Sicily) faccia parte di noi.

Naturalmente per far sì che l’esperienza di viaggio sia altamente coinvolgente occorre tener conto del numero di giorni a disposizione, del numero di persone e della loro età, oltre che delle loro passioni.

4: La Storia

La Sicilia grazie alla sua posizione strategica al centro del Mediterraneo è stata il punto di approdo di grandi civiltà, che si sono susseguite nei secoli. Fenici, Greci e Romani, tra i primi popoli che hanno permesso lo sviluppo dell’isola sia da un punto di vista commerciale, ma anche culturale e sociale.

Ad oggi è possibile ammirare mura e porte puniche, teatri e templi greci che restano tra le opere architettoniche più belle e significative, che giungono fino a noi in tutta la loro magnificenza che viene resa disponibile in favore di tutti coloro i quali ne godono la vista e ne colgono l’antica testimonianza.

5: Il Folklore e le Tradizioni

Il Folklore è uno degli aspetti che più caratterizza il popolo siciliano. La ricchezza di dialetti, di aneddoti, di proverbi (link proverbi siciliani) era strettamente connesso alla vita di ogni siciliano. Sin dall’infanzia viene insegnato ai bambini ad amare tramite i “cunti”, i racconti, in cui era narrata la vita “favoleggiata”.

Questi racconti nei tempi antichi venivano narrati intorno al braciere, che permetteva di riscaldarsi ed era punto di aggregazione intorno a cui ci si ritrovava a fine giornata.

I cunti inizialmente erano “cuntati” (raccontati) da un narratore che aveva grandi doti comunicative e che sapeva coinvolgere sia bambini che adulti.

Importantissimi nel cuntu siciliano sono sicuramente la morale che doveva essere contenuta nella storia narrata e l’esaltazione dell’eroe o dell’eroina, che dovevano mostrare saggezza e intraprendenza, portando alla risoluzione dei problemi dopo aver mostrato doti di astuzia e perseveranza.

Nei cunti ritroviamo spesso dei richiami alle tradizioni popolari. Molte di queste tradizioni oggi sono scomparse altre sopravvivono al tempo.

Moltissime delle tradizioni oggi scomparse erano legate alla tradizione religiosa, come “La Candelora. Un tempo ogni parrocchia della Sicilia, nel giorno della Candelora ovvero il 2 febbraio, distribuiva candele benedette con il sigillo della parrocchia stessa, il tutto a spese del parroco.

Invece permangono alcune tradizioni culinarie, ad esempio per Capodanno si è soliti mangiare delle larghe lasagne che un tempo erano dette scibbò, simili alle pappardelle, con ricotta e salsa di pomodoro.

Non era invece consigliato mangiare maccheroni, secondo un antico detto “Cú mancia maccarruni a Capodanno, a ruzzuluni tuttu l’annu.”

6: Il Clima

Il clima è sulle coste e nelle isole minori un clima di tipo Mediterraneo con estati calde e soleggiate e inverni miti e poco piovosi. Nelle zone più interne e collinari il clima diviene in estate ancora più caldo e ancor meno mitigato, vista l’assenza del mare. In inverno più rigido ed umido.

Per essere certi del meteo è sempre bene consultare un sito meteo aggiornato al momento della partenza.!

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